Parmigiano e Grana: falsi superano gli originali

La produzione delle imitazioni di formaggi prestigiosi quali il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano, lo scorso anno ha superato addirittura quella ufficiale made in Italy.

Lo ha denunciato Coldiretti questa mattina a Bologna, dove è stato organizzato un evento dal titolo “Il popolo del parmigiano”. Coldiretti ha infatti presentato un dossier, nel quale ha indicato come nel 2014 la produzione made in Italy di questi formaggi sia stata di 295 milioni di chili, a fronte di una produzione superiore ai 300 milioni di chili delle imitazioni.

Per la maggior parte i “falsi” sono prodotti negli Usa (dove esiste anche un kit per la produzione in casa che ha vinto un premio). Ma non mancano contraffazioni anche in Europa, spcialmente nei paesi dell’Est ed in Russia. parmigiano reggiano Un problema, questo, per i produttori, che si somma a quello legato all’incredibile diminuzione dei compensi. Sono infatti inferiori ai costi di produzione, e per questo motivo la sopravvivenza di mole stalle è a rischio.  Coldiretti sottolinea che lo scorso anno il prezzo pagato ai produttori di Parmigiano Reggiano è sceso del 20% rispetto al 2013, mentre per i consumatori il calo all’acquisto è stato solo del 4 %.

Per questa iniziativa speciale + stato creato l’hashtag #ParmigiAmo

Foto tratta dal sito del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Importazioni di olio di palma: +19% nel 2014

Lo troviamo in biscotti, merendine, prodotti da forno in genere e, in alcuni casi, anche nel latte per i neonati: parliamo dell’olio di palma. E’ di queste ore un allarme lanciato da Coldiretti per l’aumento delle importazioni nel nostro paese di questo prodotto: nel 2014, infatti, l’aumento è stato del 19% per un totale di 1,7 miliardi di chili, risultato mai ottenuto prima d’ora.olio di palma Secondo Coldiretti, si tratta di una vera e propria “invasione” per un “prodotto sotto accusa dal punto di vista nutrizinale ed ambientale”, sottolineando come il nostro paese sia la patria dell’olio extravergine d’oliva e della dieta mediterranea.
L’ olio di palma è utilizzato in sostituzione di grassi più pregiati, grazie anche al suo basso costo: molti medici hanno sottolineato come abbia un impatto negativo sulla saluta, visto l’elevato contenuto di grassi saturi. Altro problema legato al massiccio utilizzo di questo prodotto, è quello ambientale: con un’elevaa richiesta, molte foreste sono state praticamente disboscate.
I consumatori però possono scegliere se acquistare prodotti contenenti olio di palma o meno: dallo scorso dicembre infatti, su sollecitazione della stessa Coldiretti, l’Ue ha introdotto l’obbligo di indicare chiaramente nell’etichetta il tipo di olio utilizzato per la realizzazione dei vari prodotti. Non è più possibile fare indicazioni generiche di “olii vegetali”

E’ la Giornata contro lo Spreco Alimentare

Oggi, 5 febbraio, si svolge la seconda edizione della Giornata Nazionale di prevenzione dello Spreco Alimentare. Lo scorso anno, alla prima edizione italiana, a Roma si erano riuniti gli “Stati Generali” dello spreco al quale avevano partecipato oltre 200 fra produttori, distributori e stakeholders della filiera agroalimentare. Ad un anno di distanza, Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e coordinatore del comitato tecnico scientifico attivato dal Ministero dell’Ambiente per la prevenzione dei rifiuti e dello spreco di cibo, ha annunciato come sia ormai prossima la semplificazione normativa per gli alimenti invenduti. Sarà così possibile favorire ed incentivare la donazione delle eccedenze dei prodotti aliimentari.small Sempre nella giornata odierna è partita una nuova iniziativa, sempre promossa da Last Minute Market ew dalla campagna europea “Un anno contro lo spreco” in collaborazione con l’Università di Bologna: il “Diario domestico dello spreco alimentare”. Un campione di famiglie italiane dovrà monitorare il cibo sprecato in una settimana il prossimo mese di aprile, ed i dati saranno forniti in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente di giugno.

Secondo un’indagine Coldiretti/Ixe diffusa proprio in occasione della Giornata Nazionale di immondiziaprvenzione dello Spreco Alimentare, 6 italiani su 10 hanno “diminuito o annullato” gli sprechi domestici.  Nonostante questo, la statistica afferma che ciascun cittadino italiano ha comunque gettato nei rifiuti 76 chili di alimenti nel corso dell’anno. L’indagine evidenzia che fra coloro che hanno tagliato gli sprechi, il 75% fa la spesa in maniera più attenta, il 56% riutilizza gli avanzi in altro modo, il 37% riduce le quantità di cibo acquistato, e l’11% lo dona in beneficenza.

Italia: nessuna importazione di carne suina dalla Cina

Coldiretti Piemonte ha rassicurato, con una nota stampa, sul fatto che in Italia non vi siano state importazioni di carni di maiale (fresche, refrigerate o congelate) e neppure salumi o frattaglie dalla Cina.  Questo secondo un’indagine svolta dalla stessa Coldiretti su dati Istat riferiti allo scorso anno. L’iniziativa è stata presa in seguito alle notizie recenti in arrivo dalla Cina, su di uno scandalo alimentare che ha visto l’arresto di oltre 100 persone, accusate di aver messo in vendita carne di maiale contaminata.prosciutto

Negli ultimi 5 anni le frodi alimentari, sempre secondo Coldiretti, sono aumentate del 150% con il settore carni più sensibil di altri. E proprio le frodi alimentari sono quelle più temute dagli italiani.

“In Piemonte –  dice il direttore regionale di Coldiretti, Antonio De Concilio – gli allevatori hanno scelto di produrre la qualità. Oltre un milione di cosce di suini piemontesi ogni anno sono avviate ai circuiti di produzione del prosciutto di Parma e del San Daniele dop.  In collaborazione con l’Associazione Produttori, stiamo lavorando ad un progetto interregional che veda crescere in Piemonte l’indusria della trasformazione e che valorizzi l’eccellenza delle carni suine prodotte nelle nostre stalle. Intanto, si sta affermando la filiera del prosciutto crudo di Cuneo che ha recentemente ottenuto l’IGP”