Vent’anni di Ghemme Docg

Vent’anni di Ghemme Docg: questo traguardo verrà celebrato domani, 15 febbraio con un importante evento presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a Roma.  La manifestazione è organizzata dalla Camera di Commercio e l’Agenzia Turistica Locale di Novara, in collaborazione con la Presidenza del Comitato Nazionale Vini e il Consorzio Tutela Nebbioli dell’Alto Piemonte.
Il riconoscimento al vino Ghemme della Docg venne certificata con un Decreto Ministeriale nel maggio 1997. Domani, saranno ripercorse le tappe prinipali che portarono dalla Doc, ottenuta nel 1969, alla Docg. Seguirà uno showooking dello chef Arcangelo Dandini, titolare del ristorante “L’Arcangelo”, mentre i presenti potranno degustare una selezione di vini Ghemme D.O.C.G. e di prodotti tipici novaresi.
“Il Food & Wine rappresenta uno dei pilastri della nostra economia nazionale e, non a caso, l’Italia è il Paese con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione Europea – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara – Tra di essi si contano ben 523 vini, di cui 405 D.O.P.: è il Piemonte, in particolare, a guidare la classifica delle regioni italiane per quantità di vini a denominazione di origine, con 58 riconoscimenti. In questo panorama si inserisce anche il vino Ghemme, che se da un lato rappresenta indubbiamente un prodotto di nicchia in termini quantitativi – sottolinea Comoli – lo è anche dal punto di visto qualitativo, dal momento che rientra tra i 73 vini D.O.C.G. dell’intero territorio nazionale, a conferma di un riconoscimento distintivo tutt’altro che scontato e di particolare valore, di cui l’Ente camerale si era fatto a suo tempo promotore e che oggi conta già vent’anni di storia”. “L’enologia ha radici antiche nel territorio delle Colline Novaresi che inizia già in epoca romana, come testimonia Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia” – aggiunge Maria Rosa Fagnoni, presidente dell’Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara –  I vini che qui nascono esprimono tutta la passione derivante dalla memoria del passato e la ricerca di innovazione verso il futuro, e il Ghemme D.O.C.G. ne rappresenta uno degli esempi più riusciti”

Aumentano le esportazioni agroalimentari

Vino, ortofrutta, pasta ed olio d’oliva: sono questi, secondo Coldiretti, i prodotti alimentari italiani più esportati al mondo. Circa 2/3 dell’intero fatturato riguardano esportazioni in area Ue, mentre il resto riguarda i paesi extra Ue, con gli Usa su tutti. vino

Secondo un’analisi della stessa Coldiretti, su base di dati Istat, nei primi sette mesi di quest’anno, le esportazioni sono aumentate del 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonostante l’embargo messo in atto dalla Russia. Si prevede che entro fine anno si batterà il record di 36 miliardi di euro per quanto riguarda il valore delle esportazioni.pasta

Questo, anche, si dice, grazie ad Expo ed al “traino” del turismo. Sia le esportazioni alimentari che il turismo, infatti, avrebbero avuto benefici proprio dall’Esposizione Universale, che, lo ricordiamo, si chiuderà il prossimo 31 ottobre.

DOLCE di PERE e CACAO

Sono alcuni giorni che non riesco ad aggiornare il mio blog… Breve pausa di “riflessione” gastronomica… Ora, invece, eccomi pronta a proporre un’altra dolcezza. Si tratta di un dolce con pere e una sorta di frangipane al cacao. La ricetta originale è di Eric Lanlard (“Glamour cakes”), ma al solito, io l’ho “aggiustata” a mio modo. E’ un pochino laboriosa, ma ne vale davvero la pena !

DOLCE DI PERE e CACAO

Ingredienti:
per la frolla:
200 gr farina 00
80 gr zucchero
70 gr burro
1 uovo + 1 tuorlo

Per il simil-frangipane:
70 gr farina di mandorle
70 gr burro
4 cucchiaini cacao amaro
40 gr zucchero

Per le pere:
4 pere
100 ml acqua
200 ml vino rosso
1 stecca cannella
3 chiodi di garofano
40 gr zucchero

Filetti di mandorle

Preparazione: Qualche ora prima, mettere in ebollizione vino, acqua, zucchero, cannella e chiodi di garofano. Appena inizia a bollire, aggiungere le pere precedentemente sbucciate e tagliate a spicchi. Far cuocere le pere circa 15 minuti. Togliere il tutto dal fuoco e far raffreddare per bene. Tenere il tutto in infusione per almeno 6 ore. Poi, scolare le pere dal vino. Successivamente, preparare la frolla. Metterla a riposare in frigorifero per circa 30 minuti prima di stenderla in una teglia precedentemente imburrata. Con i rebbi di una forchetta, bucherellare il fondo. A parte, mescolare la farina di mandorle con lo zucchero ed il cacao. Aggiungere il burro a temperatura ambiente e sbattere con una frusta sino ad ottenere una crema. Spalmare la crema ottenuta sul fondo della frolla. Ricoprire l’intera superficie con le pere al vino. Mettere sulle pere alcune mandorle a filetti. Infornare a 180° per circa 35 minuti (dipende molto dal forno).

La torta prima di essere infornata

Pronta per essere assaggiata:

Dettaglio di una fetta:

Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Chiavazza “Mani in pasta – Crostate e crostatine”