I Pizzoccheri della Valtellina diventano Igp

I Pizzoccheri della Valtellina diventano IGP: nella giornata di ieri, 24 maggio, infatti l’Unione Europea ha pubblicato sul proprio sito ufficiale la domanda di registrazione del prodotto a norma degli articoli del regolamnto del Parlamento e del Consiglio Europeo sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.  D’ora in poi sui pacchetti dei pizzoccheri, ci saranno, oltre alla denominazione “Pizzoccheri della Valtellina, anche l’acronimo IGP ed il simbolo dell’UE.  Questa certficazione, è bene ricordarlo, riguarda solo i pizzoccheri prodotti nella provincia di Sondrio. Il disciplinare di produzione prevede, fra le altre cose, un impasto composto da almeno il 20% di farina di grano saraceno, in combinazione con altri sfarinati. L’iter burocratico per la richiesta del riconoscimento Igp per i Pizzoccheri della Valtellina era iniziato nel giugno dello scorso anno, con l’invio di una richiesta in tal senso del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali alla Commissione Europea. La risposta è arrivata ieri, a quasi un anno di distanza.

Pizzoccheri della Valtellina

Giornata contro lo spreco alimentare

Oggi è la giornata contro lo spreco alimentare, giunta alla sua terza edizione. L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli italiani ad evitare inutili sprechi. Secondo una ricerca presentata in occasione di questa giornata di sensibilizzazione, in Italia ogni anno finisce nella spazzatura cibo per un valore di 8,4 miliardi di euro, circa 7 euro alla settimana per famiglia e circa due kg e mezzo di alimenti sprecati.giornata contro lo spreco alimentare

L’associazione Last Minute Market ha annunciato l’avvio della sesta edizione della campagna a livello europeo “Spreco zero, Un anno contro lo spreco”. Alcune famiglie scelte come campione, dovranno scrivere in appositi diari, la qualità e la quantità del cibo sprecato ogni giorno. La campagna è realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e Distal – Università di Bologna. Si tratta del primo monitoraggio in cui le persone faranno davvero i conti con lo spreco reale del cibo, anzichè con quello presunto. In questo modo sarà possibile comprendere quali siano gli alimenti maggiormente soggetti a spreco. Un’indagine realizzata d Gfk Eurisko ha cercato di individuarli: su tutti verdura, frutta, pane e pasta.

Cibo in mostra alla Scala di Milano

S’intitola come un brano del “Don Giovanni” di Mozart, “Già la mensa è preparata”, la mostra organizzata al Museo Teatrale alla Scala di Milano, in occasione di Expo. Il cibo, in questa particolare esposizione, è presentato secondo gli allestimenti della Scala stessa avvenuti in passato.Libretti, fotografie, costumi ed attrezzeria di opere in cui sono presnti scene conviviali saranno in mostra sino al prossimo 31 ottobre. Oltre ad oggetti dal “Don Giovanni”, sono visibili anche quelli tratti dagli allestimenti di “La fiaba dello Zar Saltan”, “La Vedova Allgra”, “Tosca”, “La Boeheme” ed altri ancora.  Nel salone principale, è stata allestita anche un’enorme tavola imbandita: fa parte de “La Cenerentola” di Jean-Pierre Ponnlle dirett da Claudio Abbado nel 1973.

Cibo: 9 italiani su 10 vogliono indicata l’origine

Nove italiani su 10 hanno deciso: vogliono avere sull’etichetta degli alimenti l’origine chiara e leggibile.  Questo il risultato della consultazione on-line promossa dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, alla quale hanno preso parte oltre 26.500 persone.

Partecipare era semplice: era sufficiente rispondere ad un breve questionario on-line relativo all’etichettatura dei prodotti agroalimentari, con riferimento alla tracciabilità dei prodotti, all’indicazione dell’origine ed alla trasparenza delle informazioni presenti sull’etichetta.
frutta e verduraDal sondaggio è emerso che oltre il 96% dei partecipanti ha sostenuto come sia importante che sull’etichetta sia chiaramente indicata l’origine degli alimenti e l’84% vuole anche l’indicazione del luogo di trasformazione degli stessi.
Otto italiani su dieci, inoltre, preferiscono cibi di origine italiana. Grande impotanza, inoltre, viene data al rispetto degli standard di sicurezza alimentare. Oltre l’80% dei partecipanti alla consultazione on-line ha inoltre affermato di essere disposto a spendere qualcosa in più pur di avere la certezza dell’origine di provenienza del cibo che arriva sulle proprie tavole.

Ma quali sono i prodotti per i quali si chiede maggiormente tutto questo ? Dal sondaggio è emerso questo: carne fresca e latte fresco, seguiti da yogurt e formaggi, verdura  e frutta pronta all’uso; salumi e insaccati; carne in scatola e riso.

I dati, come ha sottolineato il Ministro Maurizio Martina, saranno presentati a Bruxelles insieme a proposte per rendere ancora più efficaci le norme sull’obbligo di chiarezza delle etichette.