I Pizzoccheri della Valtellina diventano Igp

I Pizzoccheri della Valtellina diventano IGP: nella giornata di ieri, 24 maggio, infatti l’Unione Europea ha pubblicato sul proprio sito ufficiale la domanda di registrazione del prodotto a norma degli articoli del regolamnto del Parlamento e del Consiglio Europeo sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.  D’ora in poi sui pacchetti dei pizzoccheri, ci saranno, oltre alla denominazione “Pizzoccheri della Valtellina, anche l’acronimo IGP ed il simbolo dell’UE.  Questa certficazione, è bene ricordarlo, riguarda solo i pizzoccheri prodotti nella provincia di Sondrio. Il disciplinare di produzione prevede, fra le altre cose, un impasto composto da almeno il 20% di farina di grano saraceno, in combinazione con altri sfarinati. L’iter burocratico per la richiesta del riconoscimento Igp per i Pizzoccheri della Valtellina era iniziato nel giugno dello scorso anno, con l’invio di una richiesta in tal senso del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali alla Commissione Europea. La risposta è arrivata ieri, a quasi un anno di distanza.

Pizzoccheri della Valtellina

L’Italia anticipa direttiva Ue sugli Ogm

L’Italia ha anticipato il recepimento della nuova direttiva europea in materia di Ogm: lo ha fato venerdì scorso, con la firma congiunta del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, del Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina e del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. I tre Ministri hanno  firmato il decreto che stabilisce il divieto di coltivazione di mais Ogm Mon810. Questo provvdimento, come comunicatciboo dal Ministero delle Politiche Agricole, proroga per altri 18 mesi il divieto emenato con il decreto interministeriale del luglio 2013. Come detto, l’Italia anticipa di fatto quanto recentemente stabilito in sede europea, con il diritto degli Stati membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul proprio territorio.

Ogm: per l’Ue gli Stati potranno limitare o proibire la coltivazione

Il Parlamento Europeo ha licenziato ieri il testo del documento sulla riforma della Direttiva comunitaria per quanto riguarda gli Ogm.  Il testo è il frutto di un accordo fra Consiglio Europeo, Commissione Europea e Parlamento stesso.mais

La nuova normativa stabilisce che gli Stati membri possano limitare o proibire la coltivazione degli organismi degli organismi geneticamente modificati sul proprio territorio nazionale anche se la coltivazione è autorizzata a livello europeo. Ciò sarà possibile per motivi di natura economica ed agricola.

Come si legge sul sito del Ministero delle Politiche Agricole, l’accordo di ieri ha “migliorato il esto approvato nel giugno scorso dal Consiglio Europeo”. Fra i punti da evidenziare: l’aggiornamento delle valutazioni sui rischi ambientali e sanitari ogni due anni: gli Stati Membri potranno decidere di passare direttamente al divieto di coltivazione.

Gli Stati dovranno comunicare il provvedimento di divieto di coltivazion degli Ogm alla Commissione Europea, prima di introdurlo  dovranno attendere 75 giorni per un parere. Durante questo periodo, non sarà possibile seminare prodotti che potrebbero essere quindi vietati.

Italia pronta a chiedere salvaguardia riso

risoPresto l’Italia chiederà nuovamente all’Unione Europea l’isituzione di una clausola di salvaguardia per quanto concerne l’importazione di riso dalla Cambogia. Il dossier è stato realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con l’Ente Risi. La notizia della prossima presentazione di questa richiesta è stata fatta dal sottosegretario Giuseppe Castiglione in Commissione Agricoltura.
Dal settembre dello scorso anno a giugno 2014, infatti, secondo i dati disponibili, nell’Ue le importazioni di riso dai paesi meno avanzati sono aumentate del 60%, rispetto allo stesso periodo precedente.